Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


 
     
     
     
L'autore di queste schede di lettura (che vogliono essere un riassunto e un commento critico di ciascun libro presentato) appartiene alla generazione dei "crociani" quelli che sui banchi del liceo tenevano per vangelo tutto quanto aveva scritto Benedetto Croce. Vangelo e Breviario. Appunto: il Breviario d'estetica e poi quel libro bellissimo, dal titolo Poesia e non poesia, che ci ha insegnato dove è arte e dove invece è mestiere, retorica, eloquenza. Noi di quelle generazioni l'abbiamo capito. Trasmetterlo e spiegarlo agli altri è più difficile. Perché non c'è niente di scientifico nel distinguere tra ciò che è poesia e ciò che non lo è. C'è solo intuizione e sensibilità. E poi è soggettivo: si può condividere oppure no.

L'autore è un pubblicitario (annunci, spot e cose del genere...) che ama le letture "classiche". Si è divertito, negli ultimi anni, a raccontarle, alcune di queste sue letture del momento, con due modalità caratteristiche. La prima è che essendo un pubblicitario cerca di "vendere il prodotto", di metter voglia di "comprarlo": che in questo specifico caso significa leggere il libro.La seconda è che (ed ecco la ragione dei tanti corsivi) cerca di citare quanto più è possibile direttamente l'autore, i passi più significativi. Per farne sentire il sapore. Per chi l'ha fatto questo lavoro? Per se stesso, perché si diverte.
 
Però l'ha messo su un sito perché, chi lo sa?, magari a qualche studente potrebbe far comodo.

Il sito è "aperto", cioè può ricevere commenti e anzi i commenti sono molto graditi.
Chiunque può servirsi di questi testi, ma essendo coperti da copyright d'autore è opportuno chiederne l'autorizzazione scritta, che verrà sicuramente data, specie se è per studio.
L'autore si chiama Ugo Randone, è nato nel 1942, vive a Milano, va in barca a vela e in camper, ha una bassottina a pelo ruvido, lavora tuttora come pubblicitario e chiede scusa per inesattezze, per strafalcioni e soprattutto per alcuni giudizi magari un po' avventati. È giustificato, se non scusato, dall'essere un critico dilettante, il cui unico credito "accademico" è solo un buon liceo classico, quello d'altri tempi, quando ancora ti facevano, per gioco, tradurre dal greco direttamente in latino. Un grazie infine alla giovanissima collega pubblicitaria Daniela Isceri che con professionalità, pazienza e scrupolo infiniti ha battuto tutti i testi, ne ha curato l'editing e insieme con Davide Minardi ha progettato e realizzato il sito. Bravi, bravissimi entrambi!

Buona lettura!