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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
DENIS IVANOVIC FONVIZIN
Il Brigadiere
A cura di Nicoletta Marcialis, Marsilio, Venezia, 1991.

Denis Fonvizin (1745-1792) è un letterato russo del Settecento, durante il regno di Caterina II. Il Settecento è il secolo dell'Illuminismo che termina con la rivoluzione francese. Fonvizin vive in una Russia ancora medioevale, con ancora la rigida divisione in classi, con la servitù della gleba, sia pure sotto una Caterina II che un po' dei fervori dell'illuminismo sentì in sé e, molto vagamente, lasciò circolare nella sua autocratica Russia.
Di professione Fonvizin fu letterato, nel senso che scrisse e tradusse per tutta la vita sia saggi politici occidentali sia teatro. È considerato il padre della commedia borghese o della commedia moderna russa. Fra tanti suoi scritti più nulla oggi è rimasto degno d'attenzione salvo due sue commedie: Il Brigadiere e Il Minorenne.

Il Brigadiere ha per protagonisti due coppie già anziane di alti funzionari militari (il Brigadiere e la moglie Brigadiera) e civili (il Consigliere e la moglie Consigliera) in pensione. Il Brigadiere ha un figlio maschio promesso sposo, per volontà dei genitori, non sua, alla figliola del Consigliere, la quale però è innamorata d'un altro giovane, che risulta squattrinato. La storia è tipica "commedia degli intrecci": il Brigadiere fa la corte alla Consigliera e la Consigliera fa la corte al figlio de Il quale figlio del Brigadiere è stato in Francia e ne è tornato "gallomane": tutto ciò che è francese è bello e intelligente e alla moda, tutto ciò che è russo è inferiore, provinciale, misero, ridicolo.
Il linguaggio dell'intera commedia è brillante anche per i continui inserimenti di lingua francese ostentati dal figlio del Brigadiere e imitati dalla Consigliera sua innamorata e sua promessa suocera.

La commedia è un fuoco di fila replica audemars piguet di situazioni di grande umorismo: un susseguirsi di malintesi di grande comicità, un ribollire macchiettistico di caratteri deliziosamente comici. Un esempio: il vecchio Brigadiere, militare in pensione, corteggia la consuocera Consigliera e nel farlo usa metafore guerresche "i tuoi occhi mi spaventano più di tutte le pallottole, le palle di cannone e la mitraglia: già il loro primo sparo ha trapassato il mio cuore da parte a parte...".

La tensione non cala per tutti i cinque atti, sino al lieto fine: la ragazza sposerà il suo innamorato che nel frattempo è diventato ricco per aver vinto una causa su una proprietà che gli era stata negata.
Prima di Fonvizin il teatro russo era inesistente. Fonvizin  lo ha letteralmente creato ed è di una modernità scenica e di linguaggio stupefacente, frutto, con evidenza, di molte letture teatrali occidentali. Grande però in Fonvizin è l'aver russificato la commedia d'intreccio, satireggiando su un tipico male nazionale che era il filofrancesismo, qui messo alla berlina con gran garbo

La commedia è modernissima e divertentissima: peccato che non vada in scena da noi.

Milano e Lago d'Iseo, 4/2/01

 

 
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