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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
NICOLAJ GOGOL
Il revisore
A cura di Emilia Magnanini, pp. 320, Letteratura Universale Marsilio, Venezia, 1990.

Divertentissima commedia, fortemente teatrale, genere comico satirico.
In una cittadina russa nella prima metà dell'Ottocento il corrotto podestà e tutti gli altri funzionari cittadini copper foil tape credono di riconoscere, in uno scioperato e squattrinato giovanotto fermatosi alla locanda, l'ispettore segreto che temono sia stato mandato dalla capitale per indagare sul loro comportamento. Lo coprono di regali, denaro, lusinghe, sperando di rabbonirlo e comprarlo. Lui accetta tutto senza capire, chiede anche in sposa la figlia del podestà, e se ne parte infine un attimo prima dell'arrivo del vero revisore che lo avrebbe smascherato e rovinato.
Ne esce un ritratto realistico e sconsolato della società russa dell'epoca, divisa per caste e per gradi, abbandonata treated copper foil senza speranza nelle mani, nelle grinfie, della burocrazia civile: avida, inefficiente, corrotta, ferocemente ladra.
I vizi della burocrazia sono beffeggiati con macchiette estremamente pungenti, centrate, equilibrate: se esagerate, lo sono quel tanto che occorre a fare teatro, grande teatro comico. Una folla di personaggi mossi con estrema bravura da un Gogol sapiente uomo di teatro (da giovane tentò di fare l'attore), grande regista di situazioni ed effetti.
Alcune scene sono veramente di grande comicità, come quella in cui il presunto revisore Chlestakov corteggia indifferentemente, secondo chi gli capita a tiro, la moglie o la figlia del podestà, ed entrambe ne sono lusingate e cercano di rubarsi a vicenda le attenzioni del giovanotto.
E alcune trovate sono di grandissimo effetto teatrale e farsesco, come la presenza, sempre in coppia, di due personaggi, Dobcinskij e Bobcinskij, simili in tutto, persino nel nome, che si rubano le battute, identiche, l'uno con l'altro.
Bella, realistica, convincente, l'intera galleria di personaggi, tutti funzionari della cittadina: il giudice, il sovrintendente alle opere pie, l'ufficiale postale, il medico, il commissario di polizia copper foil...
Esilarante il finale, quando, partito il revisore per un sol giorno, così si crede, il nodo dell'equivoco su cui si regge la commedia viene sciolto dalla lettura di una sua lettera che l'ufficiale postale ha disonestamente dissigillato e che contiene battute e giudizi su ciascuno dei personaggi presenti alla lettura.

Milano, 14/01/01


 

 

 

 
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