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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
ADALBERT STIFTER
Tormalina
A cura di Emilia Fiandra introduzione di Marino Freschi. Con testo a fronte. pp.144. Marsilio Editori, 1990.

Stifter (1805-1868), un po' tedesco, un po' austriaco, un po' boemo, è un curioso autore.
In una fotografia rimane tutto ciò che c'è davanti all'obiettivo, così come è, senza subire la volontà del fotografo: una riproduzione minuziosa, realistica, fredda e asettica, obbligata...
Tormalina è uno dei racconti stifteriani della serie Bunte Steine, Pietre variopinte: non tra i più noti. La critica ne avvicina il tema a Madame Bovary o a Effi Briest, ma il legame è molto flebile, dovuto semplicemente alla presenza comune di una situazione di adulterio. Salvo che in Flaubert e in Fontane l'adulterio è l'evento protagonista del romanzo, lifepo4 battery pack in Tormalina, invece, l'adulterio è un particolare quasi irrilevante. E infine l'appassionata partecipazione narrativa di Flaubert e la delicata pietas di Fontane nulla hanno a che vedere col freddo distacco, quasi diresti col totale assenteismo, di Stifter.

C'è un pensionato ancor giovane che vive a Vienna "con una moglie stupenda di circa trent'anni che gli aveva dato una figlia". Vive stranamente (ma tutto è strano nel racconto di Stifter) in una stanza piena di ritratti di personaggi famosi che riempiono un'intera parete e che lui rimira spostando, a diversi livelli d'altezza, una serie di divani con rotelle.
Un celebre attore di teatro suo amico, un certo Dall, "beniamino della società, ricercato e trattenuto ovunque" divide con lui questa passione per i ritratti e con lui li ammira spostando su e giù e di lato i divani dinanzi alla parete. Il pensionato fa fare per Dall una ulteriore apposita "poltrona a rotelle che aveva una spalliera imbottita lifepo4 ups battery e buoni braccioli laterali. Su questa poltrona Dall stava seduto volentieri quando veniva e si abbandonava alla conversazione. In questo modo trascorse molto tempo. Infine Dall iniziò con la moglie del pensionato una relazione sentimentale che continuò per un po'. La donna stessa alla fine lo disse per timore al marito...". "Il pensionato andò su tutte le furie...". Dopo alcuni giorni la moglie del pensionato scompare e subito scompare anche Dall. Il pensionato li cerca per mari e monti e non trovandoli scompare anche lui con la bambina, lasciando la casa intatta com'era, con tutto ciò che conteneva.
Trascorrono anni. Tanti anni. Il racconto si sposta ad un altro io narrante. Siamo fuori Vienna, in periferia, in un quartiere residenziale ove c'è una grande vecchia casa (Perrousche Haus, casa Perron) un po' in rovina e quasi disabitata. Ritroviamo qui un misterioso personaggio che vive in un sotterraneo con "una ragazza che aveva una testa spaventosamente grande". L'io narrante è una signora della buona borghesia che abita lì vicino e che si interessa per samaritana compassione ai casi misteriosi della strana coppia. Un bel giorno l'uomo muore cadendo da una scala nel suo sotterraneo: "per chissà quale ragione doveva essere caduto dalla scala appoggiata alla finestra ed essersi così leso le vertebre cervicali, cosa che aveva provocato istantaneamente la morte". La ragazza che "poteva avere sedici anni, ma poteva averne anche venti" è apparentemente una disabile. Parla "nel più puro linguaggio letterario, ma ciò che dice è appena comprensibile". Non sa che il padre è morto, non ha la minima idea di cosa sia la li-ion battery charger.
Pare non sia mai o quasi mai uscita da quel sotterraneo. La famiglia della signora samaritana organizza una colletta per il funerale del padre e poi prende a cuore le sorti della ragazza assumendone la tutela legale. Si scopre dopo infinite ricerche che l'uomo e la ragazza altri non sono che quel pensionato e la bambina, ora cresciuta. Vengono fatte ricerche sulla madre della ragazza (la moglie del pensionato che vent'anni prima era fuggita con Dall) ma non si trova nulla. Si insegna alla ragazza a cucire e la si rende in qualche modo autonoma e autosufficiente.
Fine del racconto. Ancora qualche riga, per concludere: "Il grande attore è morto da tempo, la donna, (cioè la buona samaritana) non vive più in periferia, la casa Perron non esiste più, al suo posto e a quello delle case vicine c'è ora una splendida fila di abitazioni e la nuova generazione non sa che cosa ci fosse prima e che cosa vi fosse accaduto".

Un racconto estraniato, quasi la cronaca di fatti realmente  , quasi l'autore narrasse per l'obbligo notarile di doverli narrare senza aggiungerci alcunché di suo . In questo senso la fotografia. La fotografia minuziosa di eventi esterni, in nessun modo partecipati dall'autore, narrati con precisa, quasi pedante, dovizia di particolari. Ciò che in letteratura si chiama "naturalismo", che è cosa sensibilmente diversa dal "verismo". Naturalista è Zola, verista è Verga. Zola è un , Verga è un pittore. Il fotografo non partecipa, non seleziona, non critica, il pittore partecipa, sceglie, abbellisce, valorizza, trascura, dà e toglie risalto...

Tormalina non è un bel racconto. Ma è un racconto esemplare. Se vuoi capire cos'è il naturalismo in letteratura, leggi Tormalina. Vale più di qualunque trattato letterario.

Sestri Levante, 19/8/01

 
©     ugo.randone@tiraccontoiclassici.it
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