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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
MICHAEL CRICHTON
Sol Levante
Traduzione di Maria Teresa Marenco, pp. 350, Garzanti Editore, Milano, 1992.

Cerchiamo di chiarirci le idee: ci sono i Cervantes, i Tolstoj, i Thackeray, i Flaubert, i Manzoni, da una parte e ci sono i Wilbur Smith, i Crichton, i Ken Follet dall'altra. Romanzieri gli uni, romanzieri gli altri. Letteratura l'una, letteratura l'altra. E allora c'è differenza fra loro e qual è la differenza? Sì, la differenza c'è, è enorme, è facile intuirla, ma è un pochettino più difficile spiegarla, spiegarla per iscritto, razionalizzando.
Il sistema migliore è quello di ricorrere ai paragoni con altre forme d'arte più concretizzabili con esempi. Esempio architettura. Abbiamo tutti presente il Palazzo Ducale a Venezia? Ecco: è architettura (letteratura) ed è un'abitazione (un romanzo). Ora abbiamo tutti presente una fila di condomini anni Settanta nei sobborghi di una desolata periferia metropolitana? Ecco, anche quelli sono architettura (letteratura) e anche quelli sono abitazioni (romanzi). La differenza è chiara? Il Palazzo Ducale è opera d'arte e di poesia, i condomini delle squallide periferie no.
Un altro esempio può farsi con la musica: la Quinta di Beethoven da un lato, una canzonetta tipo "rap" dall'altro. Però, a differenza che in letteratura e architettura, nel campo della musica il vocabolario in uso - sia pure in modo improprio - ci aiuta: chiamiamo classica quella che è opera d'arte, chiamiamo leggera quella che non lo è. E nei negozi di dischi abbiamo i reparti ben separati: di qua la classica, di là la leggera. Nelle librerie questo distinguo non c'è: Michael Crichton lo troviamo in ordine alfabetico sugli scaffali subito dopo Stephen Crane. Sono entrambi romanzieri, sono entrambi americani, ma uno è un romanziere di letteratura leggera, commerciale, l'altro è un grande classico; uno è effimero, vive la vita di un prodotto di consumo, mesi, anni, non più; l'altro è immortale, è un classico oggi, lo sarà nei secoli a venire.

Eppure si legge, è piacevole da leggere, anche Crichton. Certo che è piacevole: la letteratura commerciale è molto selettiva, rigorosamente selettiva. Sopravvivono, nell'immensità dell'offerta quasi quotidiana, solo gli scrittori migliori, ove per migliori s'intende quelli che più piacciono alle masse. Possono essere scadenti, dozzinali, fumettosi, televisivi, come può essere un Wilbur Smith, e possono essere decorosi e dignitosi, come sa essere un Crichton, ma sono sempre piacevoli a leggersi, perché "hanno mestiere".

Michael Crichton, classe 1942, una laurea in biologia oppure in medicina, attività scientifica di ricerca e di laboratorio e poi, all'improvviso, giovanissimo, il successo letterario. Un libro dietro l'altro, un film dietro l'altro: la sua fortuna letteraria molto è dovuta alla fortuna cinematografica. Jurassic Park, un gran fumettone sul ritorno dei dinosauri, diretto da quel maestro d'incassi che è Spielberg, ha decretato il successo planetario (e la conseguente ricchezza) di Crichton. Che è un autore - oggi - valutabile a milioni di copie di libri venduti. Milioni, non migliaia, come Stephen Crane, il vicino di scaffale, in ordine alfabetico, di Crichton, mercante l'uno, poeta l'altro.

really tight anal sexMercante, ma che fior di mercante! Averne di scrittori come Crichton! Libri scritti per far cassetta, ma sempre sorretti da un'idea, portatori di una ideologia, libri che generano e suscitano problematiche, pongono interrogativi, danno risposte. Libri che - in qualche modo - lasciano un segno. Non in chiave artistica, no assolutamente. In chiave politica, sociale, economica... E non è poco. Jurassic Park pone il problema dell'apprendista stregone che giocando con geni e cromosomi può scatenare l'inferno. Congo invita a riflettere sulla ribellione delle forze della Natura a fronte della sopraffazione dell'uomo. In Andromeda un angoscioso, possibile, messaggio legato alle conquiste spaziali: l'arrivo di virus ignoti, extraterrestri, pericolosi. E siamo, più o meno, sempre, nel campo del surreale, del fantascientifico.

Ora torniamo coi piedi per terra e leggiamo invece Sol levante, un classico poliziesco.
Nel sontuoso grattacielo sede d'una grande società giapponese, a Los Angeles, la sera d'un importante ricevimento con politici e VIP, qualcuno uccide una ragazza-squillo, strangolandola dopo averla violentata sul tavolo d'una sala riunioni. Un tenente e un capitano della polizia di Los Angeles - esperti in rapporti con i giapponesi - sono incaricati delle indagini e viene loro chiesto di risolvere il caso in poche ore e col minor chiasso possibile: troppe e troppo importanti le personalità presenti alla serata e troppo potente, sul piano economico, la società giapponese implicata nel caso.
Riusciranno i nostri due simpatici poliziotti a scoprire il colpevole, a trovare l'assassino? Certo che riusciranno: anzi, ben due ne trovano d'assassini e con tutta la suspense e tutti i colpi di scena tipici del genere poliziesco.
tight anal gang bangSe Sol levante fosse tutto qui, non meriterebbe menzione. Ma non è tutto qui: anzi! Sol levante è un pamphlet super invelenito contro lo strapotere della finanza giapponese negli USA. Ma non basta: è una efficace e pungente invettiva contro una certa parte di corrotta politica americana e contro l'opportunismo dei mass-media, asserviti al potere, comprati dalla politica e dalla grande finanza, fintamente obiettivi nel selezionare le notizie e invece perfidi e venduti nel modo di porle, minimizzando ciò che conviene minimizzare e massimizzando ciò che conviene massimizzare.
Un libro di denuncia, in sostanza, efficace, documentato, convincente, ma tutto contenuto in un poliziesco-thriller di fattura perfetta nell'ambito del proprio genere.

È un "poliziesco", il nostro libro, eppure proviamo a leggerne certi passi: "Abbiamo lasciato andare a rotoli l'industria manifatturiera. Non produciamo più niente. Con la manifattura si aggiunge valore alle materie prime, creando letteralmente ricchezza. Ma all'America questo non interessa più. Gli americani ora fanno soldi manipolando denaro sulla carta..." (p. 188). O, più avanti: "Il declino dell'economia americana comincia a preoccupare anche il Congresso. Sono così tanti ormai i campi in cui la nostra industria ha ceduto il campo ai giapponesi... Negli anni Sessanta acciaio e cantieri navali, negli anni Settanta televisione e chip per computer, negli anni Ottanta macchine utensili. Un bel giorno qualcuno si sveglia e scopre che queste industrie sono cruciali per la difesa. Abbiamo perso la capacità di produrre componenti che sono essenziali alla difesa nazionale. La loro fornitura dipende interamente dal Giappone..." (p. 194).
Parrebbero brani tratti da un libro dal titolo "Trading places: how we are giving our future to Japan" (di Clyde V. Prestowitz, 1989) oppure da "The enigma of japanese power" di Karel von Wolferen (New York, 1989). E invece no. Sono brani perfettamente al loro posto in un giallo best-seller dal titolo Sol levante, di uno scrittore di cassetta - e apparentemente disimpegnato - quale è Michael Crichton.

Cosa c'è di sorprendente in tutto ciò e cosa può da un lato rallegrare, dall'altro allarmare?
Il lettore medio, di bocca buona, più o meno incolto, quello che si pasce di televisione e di Wilbur Smith e Crichton e Follet, leggerebbe mai un libro dal titolo How we are giving our future to Japan? Leggerebbe mai un saggio di denuncia politica, sociale, economica? Ovvio che no, mai. Però legge Crichton! E, sotto-pelle, ecco che la denuncia politica, sociale, economica, lo raggiunge in pieno. Mascherata nei panni di un romanzo poliziesco.
Non è terribilmente allarmante tutto questo? Nel caso specifico la "buona causa" è sotto gli occhi di tutti. È positivo aprire gli occhi anche all'americano medio sui pericoli dell'economia manifatturiera in mano ai giapponesi, sull'opportunismo dei media, sulla corruzione della politica. D'accordo. Ma se il grande scrittore di gialli polizieschi o di grandi avventure africane si mettesse invece a perorare le cause sbagliate?
E quali sono, d'altra parte, le cause giuste, quali le cause sbagliate? Giuste e sbagliate per chi e perché?
È il lettore di romanzi polizieschi quanto basta acculturato per discernere, quanto basta maturo per difendersi?

Milano, Sestri Levante, 12/8/2005

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Post scriptum del 17/8/2005: proprio una settimana dopo...

Sul Corriere della Sera di oggi appare in prima pagina un articolo d'apertura dal titolo Crichton, Kyoto e i lietopensanti a firma del politologo Giovanni Sartori. L'occhiello è: Chi nega la cattiva salute della Terra. Scrive Sartori:
"Quest'anno fa già furore il romanzo "Lo Stato di paura", di Crichton, la cui tesi è che il riscaldamento globale è l'invenzione di scienziati e giornalisti al servizio di interessi politici ed economici il cui proposito è di preservare «i vantaggi politici dell'Occidente e favorire il moderno imperialismo nei confronti dei Paesi in via di sviluppo». Questa è soltanto una tesi dogmatico-marxista rispolverata negli anni '70. Ma se un logoro vetero-marxismo viene rimesso a nuovo da un autore di thriller che sa vendere milioni di copie, allora «l'imbroglio antiecologico» riprende fiato...".

Cause giuste, cause sbagliate...
E giuste o sbagliate per chi e perché...

 

 

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