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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
CHARLES DE COSTER
La leggenda e le avventure di Ulenspiegel e di Lamme Goedzak
A cura di Carlo Bernardi, 2 voll., pp. 688 complessive, UTET, Torino, 1954.

Vi sono certi racconti, certi romanzi, così intensi, così toccanti, così carichi di sentimento, di emozioni, di trasporto, che è impossibile chiamarli racconti, chiamarli romanzi. Li chiamiamo poemi. E sono poemi. Anche se scritti in prosa.
Uno di questi, grandioso, di respiro epico, di intensità che sa sconvolgere, è La leggenda e le avventure di Ulenspiegel e di Lamme Goedzak, di Charles De Coster.
È un poema epico che canta il martirio e la riscossa delle Fiandre sotto il regno spietato e sanguinario di Carlo V e di Filippo II. Epico e storico. Un affresco grandioso e indimenticabile.
Thyl Eulenspiegel (Eulenspiegel e Ulenspiegel sono grafie diverse tra Germania e Fiandre) è un personaggio realmente vissuto a cavallo fra il 13º e il 14º secolo in Germania. Era un buffone d'origine contadina che amava fare burle e tiri mancini ai borghesi di città. Fu scritto su di lui un libro popolare nel 15º secolo e poi un altro in versi il secolo successivo. Soprattutto il primo ebbe un enorme successo in tutta Europa e ne nacque la leggenda  ripresa poi ancora nel XX secolo (1922), in versi, da un poeta tedesco (G. Hauptmann) e nel 1895 dal celebre poema sinfonico di Richard Strauss.
De Coster lavorò molti anni alla sua opera, pubblicata nel 1868: rubò, per così dire, il personaggio alla tradizione tedesca e gli diede una nuova patria e una nuova epoca rendendolo l'eroe nazionale belga nel periodo glorioso della rivolta delle Fiandre, sino al 23 luglio 1581, quando gli Stati Generali, radunati all'Aja, proclamarono la destituzione di Filippo II da sovrano dei Paesi Bassi.
Il poema di De Coster è un romanzo storico. Storico nel senso in cui lo è il nostro Promessi Sposi. O se vogliamo ancor di più, perché delinea, anziché un singolo episodio di cronaca, un grande affresco di un intiero Paese lungo l'arco di alcuni decenni. Le vicende buffonesche di Ulenspiegel sono sostanzialmente ridotte al solo primo dei cinque libri in cui l'opera è divisa e sono la parte meno interessante dell'opera. Che rimane tuttavia un misto fra romanzo picaresco e grande epopea storica.
L'autore ricorre a un espediente letterariamente grandioso: fa nascere lo stesso giorno il contadino Thyl nella povertà della casa d'un carbonaio nelle Fiandre e l'infante Filippo nella reggia sontuosa di Carlo V in Spagna. E come un direttore d'orchestra che con la sua bacchetta suscita il concerto dagli strumenti  e passa dall'assolo al tutti insieme, dal piffero d'un pastore al sontuoso assieme dell'intera orchestra, così De Coster passa dall'uno all'altro dei due bambini e giovincelli, a capitoli successivi, suscitando un suggestivo contrappunto fra la serenità agreste dell'uno e la cupa atmosfera di morte in cui vive l'altro. Incantevoli paesaggi naturali fanno da sfondo alla vita del Thyl bambino, mentre il piccolo Filippo cresce nell'odio e nel sadismo (brucia viva una sua scimmietta e anziché esser punito è lodato perché così fa scuola di roghi nei confronti degli eretici) in una orribile, cupa, buia, malinconica reggia...
Il racconto (sono quasi 700 pagine) è sterminato e segue Thyl nel suo lento trasformarsi da buffoncello orologi replica svizzeri scapestrato sino a generoso eroe della guerra di liberazione e a capitano di una nave dei ribelli.

Momenti di lirica poesia campestre si accompagnano a pagine agghiaccianti di cronaca di processi, torture, roghi, impiccagioni: pagine peraltro documentatissime come appunto lo sono quelle del Manzoni negli episodi sulla peste.
Tutto il racconto è condotto con modalità estremamente suggestive, con continui rintocchi di campana, come dei  leit-motiv che accompagnano con continui ossessivi ritorni al tema principale, la sofferenza del Paese, il dispiegarsi vastissimo di situazioni e di personaggi. E sono molti i personaggi, alcuni dei quali monumentali, come la dolcissima Nele, innamorata di Thyl sin da bambina, la madre di Nele, Katheline, i genitori di Thyl, entrambi vittime dell'inquisizione, e Lamme, l'incredibile Lamme, amico buono di Thyl, compagno di milizia nella rivolta, figura inenarrabile di mangione sensuale e goloso e insieme di innamorato deluso, che per anni e anni piange per l'abbandono della moglie e la cerca ossessivamente ovunque e comunque.


Le avventure di Thyl Eulenspiegel è un libro di suprema bellezza che sa miracolosamente unire insieme due sentimenti per lo più inconciliabili: un'estrema malinconia e un'estrema allegria.


Val Pusteria, Milano, Iseo, Garessio, 12/5/01

 
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