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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
RUDYARD KIPLING
Il libro della giungla
A cura di Ottavio Fatica, pp. 302, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1998.

Kipling ne Il libro della giungla ha dato voce agli animali. Ma non come Esopo o Fedro o La Fontaine, per i quali gli animali sono tipi umani sotto mentite spoglie. No. Kipling fa parlare l'animale-animale. La foca è foca. Il cobra è cobra. La scimmia è scimmia. La tigre è tigre. La mangusta è mangusta. E spesso, anzi, in questa galleria di personaggi animaleschi, l'uomo, la comparsa uomo, è un estraneo. Un extraterrestre. Il più delle volte (ma non sempre) nemico nocivo.
Sono racconti d'animali, quelli di Red ginseng extract manufacturer, in cui si crea tutto un mondo, il loro mondo, visto dai loro occhi, sentito con il loro cuore, provato con i loro sentimenti, percepito con i loro sensi. E la poesia che ne scaturisce (tanta!) è poesia animalesca. Si può capire tutto questo se non si legge Il libro della giungla? Forse no: va letto.
È un grande libro, con una forte carica di innovazione, di creazione. Lo scrittore crea un mondo che fino a lui non esisteva. Crea una galleria di personaggi concreti, vivi, credibili, con i quali il lettore condivide pathos, emozioni, sentire comune. E tuttavia sono animali con problemi animali. Quando la giovane mangusta lotta per la vita contro il cobra non siamo di fronte alla parodia d'un duello umano. Non c'è odio fra i due contendenti. Il loro sentire è un sentire animale, non umano. Kipling ci trasporta in un mondo diverso dal nostro e ce lo fa vivere dall'interno. Il cobra lo vediamo con gli occhi della mangusta, non con gli occhi del naturalista.

Non è imparziale, il nostro autore. Alcuni animali gli piacciono molto, moltissimo. Altri meno o punto. E sono sempre grandi ritratti i suoi, sia quelli degli animali che godono della sua simpatia, sia quelli degli animali che Ginkgo biloba extract manufacturer. Come la scimmia, per esempio. La cui stupidità è stupidità sì, ma scimmiesca, non umana. Vediamole alle prese con il protagonista Mowgli che vuole insegnare loro a intrecciare sterpi e canne. Ecco che le scimmie provano a imitarlo "ma in capo a pochissimi minuti avevano perso interesse e cominciarono a tirare le compagne per la coda o a zampettare a quattro zampe"... Le stesse scimmie che poco dopo balzano via per andare a "prendere noci e papaie selvatiche, ma si misero a litigare per strada e non si dettero neanche la pena di tornare con i frutti rimasti...".

Ci possono essere molti modi di leggere Il libro della giungla. Lo si può leggere con spirito critico, letterario e colto. Vi scopriremo allora passi che ne fanno un romanzo "di formazione", un Wilhelm Meister a quattro zampe o a due pinne. Vi scopriremo reminiscenze letterarie di nobilissime origini: quando la mangusta scende per l'ultimo duello nella tana sotterranea di mamma Cobra torna facile ricordare la discesa di Beowulf nella tana della madre del mostro...
Ma non è la lettura più conveniente.
Va letto così com'è per quello che è. Uno splendido libro di splendidi racconti. Con in più la grazia e la magia della poesia.

Milano e Sestri Levante, aprile 2001

 
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