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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
THOMAS KYD
La tragedia spagnola
Sta in Teatro Elisabettiano, traduzione di Raffaello Piccoli, pp. 92, Sansoni, Firenze, 1988.

Il giovane Horatio, figlio di Hieronimo, maresciallo di Spagna, è ucciso a tradimento nel giardino della casa paterna da Balthazar, figlio del re del Portogallo, e dall'amico di lui Lorenzo, nipote del re di Spagna.
Perché è ucciso? Perché era lì nel giardino, di sera, in duetto d'amore con Bellimperia, sorella di Lorenzo, amata e voluta dal respinto Balthazar. Un delitto dunque di gelosia, ordito da Lorenzo, che vuole per marito della propria sorella il figlio replica omega d'un re e non il figlio di un maresciallo. Un delitto feroce e spietato, perché gli assassini, per spregio verso il povero Horatio, ne appendono il cadavere ad un albero, ove lo trova, accorrendo alle urla, il padre Hieronimo.
Adesso Hieronimo e Bellimperia non vivono che per la vendetta. Che avverrà il giorno previsto per le nozze forzate tra Bolthazar e la ragazza. Quel giorno Hieronimo, che nel frattempo si è finto pazzo per il dolore dovuto alla morte del figlio, propone e ottiene una rappresentazione teatrale in onore dei sovrani convenuti alle nozze. E attori sono Lorenzo, Balthazar, Bellimperia e Hieronimo stesso. Il dramma rappresentato ripercorre in piccolo i fatti realmente avvenuti e Hieronimo compie la sua vendetta uccidendo in scena Lorenzo, il padre di lui replica cartier e infine se stesso, mentre Bellimperia uccide Balthazar e poi se stessa. Si compie così, con un'ecatombe, la vendetta, e il dramma si conclude col ritorno in scena dello spettro di Andrea insieme con la personificazione della vendetta. Andrea, ovvero il suo spettro, aveva già aperto il dramma a mò di prologo ed era il primo dei fidanzati di Bellimperia, anch'egli ucciso, nell'antefatto, da Balthazar.

In totale si contano in scena ben nove cadaveri, perché a quelli già citati si aggiungono due servi sicari e, suicida per dolore, la madre di Horatio, moglie di Hieronimo.
La Tragedia spagnola o Spanish Tragedy è l'unico dramma rimastoci d'un drammaturgo, Thomas Kyd (1558-1594), che precedette di alcuni anni Shakespeare e morì giovanissimo. Fu amico di Marlowe e si dice abbia scritto un Amleto, non rimastoci, al quale si sarebbe poi ispirato Shakespeare.
Spanish Tragedy è, diciamolo chiaramente, un brutto dramma. E rappresentarlo oggi in scena metterebbe a disagio il più ispirato e il più disinvolto dei registi. Tuttavia gode di gran fama letteraria. Perché? Perché è un dramma che rappresenta una lunga serie di primati e questo ne fa l'antesignano di tanto teatro che verrà nei decenni successivi.
L'ambiente esotico: una Spagna passionale, truce, torbida, una sorta, per gli inglesi di Elisabetta, di remoto Oriente, come poi sarebbe diventata anche l'Italia, ove porre intrecci lontani dalla mentalità inglese...
Il tema della vendetta, del sangue, della lussuria: Spanish Tragedy è la capostipite d'un filone interminabile di drammi di tal genere, che seguiranno poi con Marlowe, Marston, Middleton, Tourneur, Webster, Rowley, Ford...
Il motivo della simulata follia: Hieronimo – come in seguito farà Amleto – si prepara alla vendetta fingendosi pazzo, così dissimulerà la propria pericolosità e potrà colpire duramente...
Il motivo della malvagità perversa, quella che gli inglesi chiamano "machiavellica": Lorenzo è il primo dei gran malvagi del teatro elisabettiano, figura spregiudicata e immorale, senza chiaroscuri...
Il motivo, o l'espediente, del teatro nel teatro: la rappresentazione, nella rappresentazione, d'un altro testo teatrale, portato in scena con finalità d'intreccio... L'esempio poi più celebre sarà in Amleto...
Il motivo degli spettri: lo spettro di Andrea compare in scena all'inizio e alla fine della tragedia e ne rappresenta, in quanto istanza di vendetta, il filo conduttore...
Si tratta, come si vede, di elementi teatrali strutturali: molto del teatro che poi seguì a Kyd, forse non lo avremmo mai avuto, se Kyd non avesse scritto la sua Spanish Tragedy e se questa non avesse avuto il successo di pubblico che ebbe.
Piace credere che persino Amleto non sarebbe stato l'Amleto che è, se Spanish Tragedy non l'avesse preceduto. Anche in Amleto ci sono spettri in scena che chiedono vendetta. C'è la finta pazzia finalizzata alla vendetta. C'è la rappresentazione nella rappresentazione, con la riproduzione, in nuce, del motivo della colpa e del delitto. E come in Amleto c'è un figlio che vendica un padre, qui c'è un padre che vendica un figlio.

Tragedia dunque di sangue, truculenta, senechiana. Ma anche tragedia "colta": certamente il giovane Kyd aveva una notevole cultura classica e lo si sente nelle frequenti citazioni latine, ma anche, e soprattutto, nel primissimo lungo monologo di un generale che racconta al re di Spagna la cronaca d'una battaglia che rappresenta l'antefatto della tragedia. E subito pare d'essere nel pieno d'una pagina dell'Iliade, con "trombe d'eserciti e orribili clamori al cielo, che valli, colli e fiumi ripercuotevano e il cielo stesso era atterrito dal suono"... E lo scontro delle schiere, il corpo a corpo e la "violenta fucileria somigliando alla furia dell'oceano, quando, alto mugghiando, e con gonfia marea, batte contro i baluardi di enormi scogli e s'apre per inghiottire le terre vicine", mentre "spesse tempeste di palle cadono come grandine d'inverno e lance frantumate oscurano l'aria turbata..."

Né mancano, a tratti, momenti di bella e dolce poesia: in un duetto d'amore tra Horatio e  , all'imbrunire "i cieli hanno chiuso il giorno per far piacere" ai due amanti e "le stelle trattengono il loro sfavillante splendore e la luna si nasconde" per celarli nelle tenebre e consentir loro di tubare indisturbati. Quella stessa luna che se invece fosse apparsa la sera in cui fu ucciso Horatio, a illuminarne il viso così pieno di grazia e giovinezza, sicuramente avrebbe trattenuto la mano degli assassini e il pugnale sarebbe loro caduto a terra...

Strano uomo invero dovette essere questo Thomas Kyd, affascinato come fu sia dalla truculenza di Seneca, sia dall'eloquenza d'Omero e sia dalla lirica serena, pacata e consolatrice di Torquato Tasso (del quale tradusse, dall'italiano in inglese, Il padre di famiglia, uno dei Dialoghi più nostalgici e più gentili...).
Con la Spanish Tragedy siamo nel 1586: ancora pochi, pochissimi anni, e la grande stagione del teatro elisabettiano esploderà in tutta la sua magnificenza (gli anni della produzione di Shakespeare vanno dal '92 al '13): Kyd ne è un germoglio, sicuramente acerbo, ma, altrettanto sicuramente, fecondo e promettente. Che darà i suoi frutti, numerosi e magnifici, magnifici come l'Amleto.

Sestri Levante, 5/8/01

 
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