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Ti racconto i classici - Web site
Come si intuisce dal titolo, questo è un libriccino piuttosto triste. Racconta la storia della morte inaspettata di una piccola cagnolina molto amata, forse troppo. Un evento comune, frequente, inevitabile. Sono le leggi della matematica. Noi umani viviamo settant'anni, i nostri amici a quattro zampe poco più di dodici o tredici: prima o poi il nostro cane ci lascerà, sempre.
L'autore del libriccino è quello stesso pubblicitario che ha scritto e realizzato il sito www.tiraccontoiclassici.it. Perché ha raccontato la sua esperienza?
È stata una sorta di autoterapia, per evitare la depressione. Mettendo per iscritto il suo dolore, raccontandolo, se lo è tolto da dentro. Per chi lo legge è un racconto, per chi lo ha scritto è stata una tisana antidolorifica.
È racconto, è cronaca, ma è anche confessione ed è, nelle sue pagine più curiose e originali, un tentativo di indagare e capire le ragioni e i modi di quella misteriosa e millenaria relazione, unica nel suo genere, che lega l'uomo al cane e il cane all'uomo.
E infine, nelle pagine più intense e più sentite, è un canto d'amore, un affettuoso canto d'amore che un uomo, profondamente ferito, ha voluto dedicare alla memoria della sua cagnolina. Un piccolo monumento funerario per un'indimenticabile amica bassotta di nome Muso.


Titolo
Autore
 
 
 
 
   
THOMAS MIDDLETON
Una trappola per il vecchio
Traduzione di Chiara Barbarossa, pp. 75, Thilger, Genova, 1977.

La storia è quella solita del nipote libertino e spendaccione che cerca di tirare il bidone al solito zio vecchio, ricco e avaro. Ma in questa "city commedy" di Middleton c'è un elemento nuovo: una terza figura, il nemico giurato dello zio, il quale non intuendo che il bidone è un bidone, se lo ruba lui, il bidone, e cade in trappola. Il nipote si chiama Witgood, lo zio Lucre, il nemico giurato dello zio Hoard, e infine il bidone si chiama "la cortigiana", cioè non ha nome, ma solo indicazione di ruolo.
Witgood, il protagonista nipote, aveva terre e ricchezze e se le è fatte soffiare in ipoteche e usura dallo zio Lucre. Ora non ha un soldo ed è pieno di debiti. La sua fama è pessima: "...un individuo dissoluto e spendaccione... un vero mascalzone... un gozzovigliatore da mezzanotte... la spuma di un bordello..." (II, 2). Come imbrogliare lo zio e riprendersi le terre? Ecco l'idea: si mette d'accordo con la sua sgualdrina (la cortigiana) e la fa passare per una ricca vedova (molto ricca) con cui è in procinto di sposarsi. Quanto basta per riavere tutto il credito che vuole e per riottenere la fiducia e la benevolenza dello zio usuraio. Il quale zio è così farabutto che sì decide - per metterlo davvero in grado di sposare la vedova - di restituire al nipote le terre che gli ha carpito, ma lo fa con un preciso secondo fine, quello cioè di riappropriarsi in un secondo tempo delle ricchezze del nipote, ma anche della supposta ricca moglie, perché, pensa lo zio, "...se le cose sono portate avanti bene, chissà che non mi capitino anche le terre della vedova!" (II, 1).
Sennonché lo zio Lucre ha nel vecchio Hoard - un altro strozzino - un acerrimo nemico. Nemico perché in passato Hoard aveva messo le trappole per spennare qualcuno e all'ultimo istante la malcapitata preda glie l'aveva soffiata proprio Lucre. E così Hoard vive sognando la vendetta. Quale migliore occasione che questa che gli si presenta, d'una ricca vedova che sta per finire (lui crede!) nelle mani del nipote del suo nemico?
Detto fatto, Hoard corteggia quella che lui crede la ricca vedova, la mette in guardia sul fatto che Witgood è un libertino spiantato (e invece, lo spettatore sa, è il complice della finta vedova) e promettendole mari e monti la sposa lui stesso. E così la trappola che Witgood aveva teso allo zio Lucre, scatta, invece, sul rivale dello zio, Hoard. Agli occhi del mondo magnetron sputter, che aveva riacquistato credito perché stava per sposare la ricca vedova, perdendola torna a perdere ogni credito. Gli saltano di nuovo addosso i suoi creditori e stanno per metterlo in galera allorché Witgood ha un ulteriore colpo d'ingegno: minaccia Hoard di intentargli causa per avergli sottratto la promessa sposa con la quale sussisteva - a suo dire - un contratto matrimoniale. Hoard ci casca e per mettere a tacere la cosa paga tutti i debiti di Witgood e questi gli firma una sorta di contratto di cessione della vedova. Ma al banchetto di nozze di Hoard ecco che la vedova viene smascherata: è un fratello di Hoard a riconoscerla per quello che è: "...la puttana di Witgood!" (V, 2).
Ma tutto è bene quel che finisce bene: Witgood sposa la nipote di Hoard e Hoard si tiene la cortigiana. La quale, come assicura Witgood, "...a parte me, posso giurare che è vergine..." e tutto sommato è giovane e bella. E tutti a tavola al banchetto nuziale...

Una trappola per il vecchio è una commedia di tipo "professionale": ben confezionata, con un gran numero di personaggi, qualche risata, il solito lieto fine con morale nell'ultimo verso: "...i più scaltri si dimostrano spesso i più sciocchi!". Non è tra le cose migliori rimasteci di Middleton.

Venezia, 23/6/02

 
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